Abbattimento degli alberi in condominio: quando è possibile decidere a maggioranza?

Buongiorno a tutti,

questa settimana affrontiamo un tema che può generare non poche difficoltà nella gestione condominiale: l’abbattimento degli alberi presenti nelle aree comuni.


Quando un albero può essere abbattuto con una semplice deliberazione a maggioranza? In quali circostanze è invece necessaria l’unanimità dei condomini? E quanto incidono le valutazioni tecniche e le autorizzazioni comunali sulla legittimità della decisione?

A fare chiarezza è una recente sentenza del Tribunale di Pordenone, che offre spunti particolarmente utili per gli amministratori chiamati a gestire interventi sul patrimonio verde condominiale, tra esigenze di sicurezza, tutela delle parti comuni e possibili contestazioni assembleari.

La presenza di alberi nei giardini e nelle aree comuni condominiali rappresenta un elemento di valore ambientale ed estetico, ma può comportare anche problematiche legate alla manutenzione, alla sicurezza e alla conservazione degli spazi. Quando si rende necessario procedere all’abbattimento di una o più alberature, l’amministratore si trova spesso a dover gestire posizioni contrastanti tra i condomini, soprattutto in merito alla possibilità di deliberare l’intervento a maggioranza oppure alla necessità del consenso unanime.

Su questa delicata questione è intervenuto il Tribunale di Pordenone, con la sentenza n. 526 del 5 ottobre 2026, pronunciandosi sull’impugnazione di alcune deliberazioni assembleari che prevedevano l’abbattimento di dodici pini, la loro sostituzione con nuove essenze vegetali e una diversa organizzazione dei posti auto presenti nell’area comune.

Un condomino aveva contestato le decisioni sostenendo che l’eliminazione degli alberi costituisse una soppressione di beni comuni, non consentita senza l’unanimità dei proprietari. Veniva inoltre lamentata la mancata costituzione del fondo speciale previsto dall’art. 1135 c.c. per gli interventi di manutenzione straordinaria.

Il Tribunale ha respinto l’impugnazione, evidenziando un elemento determinante: l’abbattimento non era frutto di una scelta arbitraria dell’assemblea, ma risultava supportato da una preventiva valutazione tecnica e da un’autorizzazione comunale. La relazione specialistica aveva infatti accertato difficoltà di sviluppo delle alberature dovute all’eccessiva densità dell’impianto, mentre alcuni pini si trovavano in prossimità delle abitazioni. Il Comune aveva quindi autorizzato il taglio selettivo, prescrivendo la sostituzione con arbusti tipici della vegetazione locale.

Secondo il giudice, l’intervento non rappresentava dunque una semplice eliminazione del patrimonio verde condominiale, ma una scelta giustificata dalle condizioni riscontrate e inserita in un percorso tecnico-amministrativo regolarmente documentato. Anche la diversa disposizione dei parcheggi è stata considerata una modalità di regolamentazione dell’utilizzo dell’area comune e non un’innovazione.

Per quanto riguarda il fondo speciale, il Tribunale ha rilevato che la prima assemblea si era limitata a programmare gli interventi e a richiedere preventivi, mentre soltanto nella successiva riunione erano stati approvati i costi e il relativo riparto. Non risultava pertanto fondata la contestazione riferita alla prima deliberazione.

La pronuncia, tuttavia, non significa che l’assemblea possa sempre deliberare a maggioranza l’abbattimento degli alberi. La distinzione fondamentale riguarda le motivazioni dell’intervento. Quando le alberature sono sane e la loro eliminazione risponde esclusivamente a esigenze estetiche o di diversa utilizzazione degli spazi, la giurisprudenza ha assunto posizioni più restrittive. In particolare, il Tribunale di Potenza, con la sentenza n. 586 del 4 marzo 2026, ha evidenziato che l’abbattimento di alberi sani di alto fusto può configurare una soppressione del bene comune, tale da richiedere il consenso unanime dei condomini.

Per l’amministratore diventa quindi fondamentale distinguere gli interventi necessari e tecnicamente motivati dalle scelte che comportano una trasformazione del patrimonio condominiale. La presenza di una relazione specialistica, la verifica delle disposizioni comunali e una corretta informazione assembleare rappresentano passaggi essenziali per assumere decisioni consapevoli e ridurre il rischio di contenziosi.

Riepiloghiamo quanto detto fin ora:


La sentenza del Tribunale di Pordenone conferma quanto sia importante, nella gestione delle parti comuni, affiancare alle decisioni assembleari un’adeguata valutazione tecnica, soprattutto quando gli interventi possono incidere in maniera significativa sul patrimonio condominiale.

Per l’amministratore, il primo passo non dovrebbe essere quello di sottoporre immediatamente all’assemblea una proposta di abbattimento, ma di verificare, attraverso professionisti qualificati, le reali condizioni delle alberature, le possibili alternative e gli eventuali adempimenti autorizzativi.

Una decisione supportata da valutazioni tecniche documentate e da una corretta procedura assembleare tutela non soltanto il patrimonio comune, ma anche l’operato dell’amministratore, contribuendo a prevenire contestazioni e controversie tra condomini.

Di seguito potete consultare la sentenza trattata.

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